Descrizione del mio coinquilino cinese, un estrememamente brevilineo dottorando in ingegneria di ormai 32 anni, gravemente affetto da mitomania e segoneria avanzata.
In casa, tre stanze, siamo io, Jia e lui. Ormai la sua pagliacceria involontaria è diventata una delle maggiori attrazioni della casa.
AUTOSPUTTANAMENTI GRATUITI
Sostiene che il padre è miliardario e possiede un’impresa di costruzioni in Cina, e che casa sua in Cina l’ha costruita il babbo di persona (ma come? Un palazzinaro si costruisce casa da solo?) Nelle foto si rivela la triste veritá che è un tugurio abusivo che il padre al massimo è un muratore.
Dichiara di aver beneficiato di ingenti rimborsi sugli acquisti fatti grazie al tax free dell’aeroporto, ma mesi dopo, scordatosi della sparata, alla vigilia di un suo viaggio in Cina, mi chiede di accompagnarlo all’aereoporto siccome non sa dove si trova, né come funziona, l’ufficio del tax free che poi ovviamente gli nega il rimborso.
I suoi sottotitoli di Messenger, in cinese, sono di una pacchianeria umiliante (“never say late!” o “Ultima battaglia: Il dragone silezioso ora vola verso il cielo”).
Al vedercele inforcare, racconta di aver usufruito molte volte delle biciclette pubbliche del Bicing, grazie alle tesserine magnetiche prestategli dai suoi molti amici, ma la volta che gliene prestiamo una noi per rincasare, ci chiede come si fa a staccare la bici dalla barra magnetica.
Torno a casa con una succosa entrecòte argentina da fare ai ferri, guarda il prezzo e fa: “Che cara”! Gli spiego che è un taglio pregiato e lui corregge il tiro: “ah, sì, l’ho mangiata anch’io un sacco di volte”.
Vinco degli spicci alla schedina, glielo dico e lui “Anch’io diverse volte ho vinto, giocandola insieme a degli amici”. (?)
Il giorno stesso a pranzo mi chiede dov’è che si ritira il premio.
Il finesettimana scorso mi visita il mio amico Roberto portandomi un inatteso regalo: una Playstation 2 modificata con memory card, due joypad analogici e il gioco di calcio appena uscito! Non si fa in tempo a scartarla e pretende di giocare lui la prima partita al posto mio asserendo di essere un buonissimo giocatore…Al ricevere il joypad in mano, ci chiede come funzionano i tasti. Seguono punteggi tennistici persistenti.
Si vanta di aver vissuto l’infanzia in mezzo alla natura e al cibo genuino della terra, prendendo in giro Jia, in quanto dozzinale “ragazza di città”. Conosciuti l’anno scorso i modi spicci del mio amico Roberto, la prima sera mi chiese con superiorità: “Il tuo amico é un contadino, vero?”. Anche se non lo è, io gli risposi: “Sí, come te”.
CAPITOLO DONNE
Si dipinge come un irrequieto donnaiolo, con relazioni numerose e fugaci. Persino sul secondo aggettivo nutriamo ragionevoli dubbi: in un anno di convivenza non abbiamo avuto prova di nessun suo accoppiamento.
Sostiene, tra le altre, di avere avuto una breve storia con una ragazza europea, (di cui, purtroppo, non conserva foto insieme) che ora si trova negli Stati Uniti per studio. Mesi dopo, racconta a Jia che la cosa finì perchè lei doveva andare in Cina per studio.
Sostiene di aver lasciato perdere una ragazza, a sua detta noiosa, che gli stava dietro per rimanere fedele alla sua fantomatica fidanzata in Cina. Un’amica comune racconta poi per caso a Jia che successe esattamente l’incontrario, fu lui a prendersi un due di picche clamoroso dalla “noiosa”.
Peraltro della presunta fidanzata in Cina ha mostrato solo foto che li ritraggono sempre in compagnia del fratello minore di lui.
Non è mai chiaro l’importo della sua borsa di studio del dottorato, la adegua all’interlocutore: a volte, addirittura nell’arco della stessa conversazione, dice prima che sono 800 euro al mese, e poco dopo 1200.
A fine 2007 proclama raggiante: “L’anno prossimo sarà decisivo per me e porterà molte novità: avrò un lavoro in una multinazionale, negli Stati Uniti o in Australia, e mi sposerò”.
Mia obiezione: “Ma non è mica come andare al supermercato, scegliersi una ragazza da sposare entro l’anno!”
E lui: “Sì, ma ho un lotto di ragazze che mi vorrebbero, tra cui sceglierò”.
Siamo a fine 2008, e continua a “perfezionare” la tesi (il dottorato è teoricamente finito da un anno) e a cercare di adescare in chat le studentesse cinesi neoarrivate con la scusa di far loro da cicerone. Senza nostra richiesta, ultimamente va dicendo che le imprese australiane e statunitensi stanno solo aspettando che lui finisca la tesi per assumerlo, grazie a fantomatici colloqui di lavoro telefonici.
REGIME ECONOMICO
Brilla per una spilorceria da figlio di genitori ebrei cresciuto a Genova.
Invita 4 persone e si limita a abbrustolire un galletto arrosto, versando a ognuno nel bicchiere solo un dito di succo di frutta.
Se ha ospiti e si cena tutti insieme, poi lui chiede a me e Jia di “aiutarlo” a lavare i piatti.
Se gli ospiti sono nostri, dopo aver gradito la cena si ritira in camera lasciandoci l’onere.
Invita a cena Jaume, (un forforoso ingegnere 45 enne abbandonato dalla moglie, che definisce il suo “fratello maggiore”) chirurgicamente alla vigilia delle sue vacanze in Cina cogliendo sistematicamente l’occasione per chiedergli un passaggio per l’aeroporto l’indomani. Di ritorno non gli ha mai portato nemmeno un pensierino.
Ha passato 10 giorni senza lampadina in camera (rotta) pur di non andare a comprare una nuova.
Quando gli proponemmo di fare insieme l’abbonamento a internet (c’era una prima offerta di 60 e rotti euro totali al mese) si fece da parte dicendo che non ne ha bisogno perché ce l’ha in ufficio all’università. Poi trovammo un’offerta internet e telefono da 42 euro al mese e, siccome ha aderito, la mattina nemmeno esce più, e sta tutto il giorno chiuso in camera a vedere la tv cinese in streaming occupando tutta la banda.
L’abbiamo sorpreso plurime volte a mangiare sopra dei fogli di giornale per non sprecare i tovagliolini.
Non si preoccupa mai di raccoglierle dalla cassetta della posta quando arrivano, ma quando c’è da pagarle, vuole sempre controllare e ri-calcolare le bollette, per paura che lo freghiamo.
Ogni volta che esce di casa stacca il suo portatile dalla scrivania e lo nasconde!
Rompo un bicchiere di un servito di sei di coppette da spumante (costo 2 euro) e si lamenta che troppe cose comprate con la cassa comune si rompono, trascurando il fatto che tra me e Jia abbiamo apportato, senza ovviamente mai rivendicarle, le seguenti cose per uso comune pagandole coi nostri soldi:
1) un altro servito da sei di bicchieri ikea piú carini (4 euro)
2) vari utensili da cucina (mannaia, tagliere, grattugia, etc)
3) lampadine a basso consumo per il soggiorno (costo 5 euro)
4) quadretti per il soggiorno (costo 17 euro)
5) un mese intero di chiamate per farsi allacciare internet (fatte coi nostri cellulari)
6) trasporto al terzo piano di un televisore a 27 pollici e di un divano.
7) copridivano elastico (costo 15 euro)
Ultimamente ci ha chiesto di on comprare più in comune carta igienica (costo: 3-4 euri), sapone liquido (1,5 euri), sapone da bucato (5 euri) e tovagliolini (42 centesimi!) perchè “lui si scorda sempre il suo turno per ricomprarle” In realtà è ovviamente perchè crede che noi ne consumiamo più di lui in proporzione. Volendo fare il suo gioco, in più, la sua proposta racchiude un clamoroso bug logico: se lui dovrà ricordarsi di comprarsele separate per sé, quali userà tutte le volte che se ne è scordato?

In casa, tre stanze, siamo io, Jia e lui. Ormai la sua pagliacceria involontaria è diventata una delle maggiori attrazioni della casa.
AUTOSPUTTANAMENTI GRATUITI
Sostiene che il padre è miliardario e possiede un’impresa di costruzioni in Cina, e che casa sua in Cina l’ha costruita il babbo di persona (ma come? Un palazzinaro si costruisce casa da solo?) Nelle foto si rivela la triste veritá che è un tugurio abusivo che il padre al massimo è un muratore.
Dichiara di aver beneficiato di ingenti rimborsi sugli acquisti fatti grazie al tax free dell’aeroporto, ma mesi dopo, scordatosi della sparata, alla vigilia di un suo viaggio in Cina, mi chiede di accompagnarlo all’aereoporto siccome non sa dove si trova, né come funziona, l’ufficio del tax free che poi ovviamente gli nega il rimborso.
I suoi sottotitoli di Messenger, in cinese, sono di una pacchianeria umiliante (“never say late!” o “Ultima battaglia: Il dragone silezioso ora vola verso il cielo”).
Al vedercele inforcare, racconta di aver usufruito molte volte delle biciclette pubbliche del Bicing, grazie alle tesserine magnetiche prestategli dai suoi molti amici, ma la volta che gliene prestiamo una noi per rincasare, ci chiede come si fa a staccare la bici dalla barra magnetica.
Torno a casa con una succosa entrecòte argentina da fare ai ferri, guarda il prezzo e fa: “Che cara”! Gli spiego che è un taglio pregiato e lui corregge il tiro: “ah, sì, l’ho mangiata anch’io un sacco di volte”.
Vinco degli spicci alla schedina, glielo dico e lui “Anch’io diverse volte ho vinto, giocandola insieme a degli amici”. (?)
Il giorno stesso a pranzo mi chiede dov’è che si ritira il premio.
Il finesettimana scorso mi visita il mio amico Roberto portandomi un inatteso regalo: una Playstation 2 modificata con memory card, due joypad analogici e il gioco di calcio appena uscito! Non si fa in tempo a scartarla e pretende di giocare lui la prima partita al posto mio asserendo di essere un buonissimo giocatore…Al ricevere il joypad in mano, ci chiede come funzionano i tasti. Seguono punteggi tennistici persistenti.
Si vanta di aver vissuto l’infanzia in mezzo alla natura e al cibo genuino della terra, prendendo in giro Jia, in quanto dozzinale “ragazza di città”. Conosciuti l’anno scorso i modi spicci del mio amico Roberto, la prima sera mi chiese con superiorità: “Il tuo amico é un contadino, vero?”. Anche se non lo è, io gli risposi: “Sí, come te”.
CAPITOLO DONNE
Si dipinge come un irrequieto donnaiolo, con relazioni numerose e fugaci. Persino sul secondo aggettivo nutriamo ragionevoli dubbi: in un anno di convivenza non abbiamo avuto prova di nessun suo accoppiamento.
Sostiene, tra le altre, di avere avuto una breve storia con una ragazza europea, (di cui, purtroppo, non conserva foto insieme) che ora si trova negli Stati Uniti per studio. Mesi dopo, racconta a Jia che la cosa finì perchè lei doveva andare in Cina per studio.
Sostiene di aver lasciato perdere una ragazza, a sua detta noiosa, che gli stava dietro per rimanere fedele alla sua fantomatica fidanzata in Cina. Un’amica comune racconta poi per caso a Jia che successe esattamente l’incontrario, fu lui a prendersi un due di picche clamoroso dalla “noiosa”.
Peraltro della presunta fidanzata in Cina ha mostrato solo foto che li ritraggono sempre in compagnia del fratello minore di lui.
Non è mai chiaro l’importo della sua borsa di studio del dottorato, la adegua all’interlocutore: a volte, addirittura nell’arco della stessa conversazione, dice prima che sono 800 euro al mese, e poco dopo 1200.
A fine 2007 proclama raggiante: “L’anno prossimo sarà decisivo per me e porterà molte novità: avrò un lavoro in una multinazionale, negli Stati Uniti o in Australia, e mi sposerò”.
Mia obiezione: “Ma non è mica come andare al supermercato, scegliersi una ragazza da sposare entro l’anno!”
E lui: “Sì, ma ho un lotto di ragazze che mi vorrebbero, tra cui sceglierò”.
Siamo a fine 2008, e continua a “perfezionare” la tesi (il dottorato è teoricamente finito da un anno) e a cercare di adescare in chat le studentesse cinesi neoarrivate con la scusa di far loro da cicerone. Senza nostra richiesta, ultimamente va dicendo che le imprese australiane e statunitensi stanno solo aspettando che lui finisca la tesi per assumerlo, grazie a fantomatici colloqui di lavoro telefonici.
REGIME ECONOMICO
Brilla per una spilorceria da figlio di genitori ebrei cresciuto a Genova.
Invita 4 persone e si limita a abbrustolire un galletto arrosto, versando a ognuno nel bicchiere solo un dito di succo di frutta.
Se ha ospiti e si cena tutti insieme, poi lui chiede a me e Jia di “aiutarlo” a lavare i piatti.
Se gli ospiti sono nostri, dopo aver gradito la cena si ritira in camera lasciandoci l’onere.
Invita a cena Jaume, (un forforoso ingegnere 45 enne abbandonato dalla moglie, che definisce il suo “fratello maggiore”) chirurgicamente alla vigilia delle sue vacanze in Cina cogliendo sistematicamente l’occasione per chiedergli un passaggio per l’aeroporto l’indomani. Di ritorno non gli ha mai portato nemmeno un pensierino.
Ha passato 10 giorni senza lampadina in camera (rotta) pur di non andare a comprare una nuova.
Quando gli proponemmo di fare insieme l’abbonamento a internet (c’era una prima offerta di 60 e rotti euro totali al mese) si fece da parte dicendo che non ne ha bisogno perché ce l’ha in ufficio all’università. Poi trovammo un’offerta internet e telefono da 42 euro al mese e, siccome ha aderito, la mattina nemmeno esce più, e sta tutto il giorno chiuso in camera a vedere la tv cinese in streaming occupando tutta la banda.
L’abbiamo sorpreso plurime volte a mangiare sopra dei fogli di giornale per non sprecare i tovagliolini.
Non si preoccupa mai di raccoglierle dalla cassetta della posta quando arrivano, ma quando c’è da pagarle, vuole sempre controllare e ri-calcolare le bollette, per paura che lo freghiamo.
Ogni volta che esce di casa stacca il suo portatile dalla scrivania e lo nasconde!
Rompo un bicchiere di un servito di sei di coppette da spumante (costo 2 euro) e si lamenta che troppe cose comprate con la cassa comune si rompono, trascurando il fatto che tra me e Jia abbiamo apportato, senza ovviamente mai rivendicarle, le seguenti cose per uso comune pagandole coi nostri soldi:
1) un altro servito da sei di bicchieri ikea piú carini (4 euro)
2) vari utensili da cucina (mannaia, tagliere, grattugia, etc)
3) lampadine a basso consumo per il soggiorno (costo 5 euro)
4) quadretti per il soggiorno (costo 17 euro)
5) un mese intero di chiamate per farsi allacciare internet (fatte coi nostri cellulari)
6) trasporto al terzo piano di un televisore a 27 pollici e di un divano.
7) copridivano elastico (costo 15 euro)
Ultimamente ci ha chiesto di on comprare più in comune carta igienica (costo: 3-4 euri), sapone liquido (1,5 euri), sapone da bucato (5 euri) e tovagliolini (42 centesimi!) perchè “lui si scorda sempre il suo turno per ricomprarle” In realtà è ovviamente perchè crede che noi ne consumiamo più di lui in proporzione. Volendo fare il suo gioco, in più, la sua proposta racchiude un clamoroso bug logico: se lui dovrà ricordarsi di comprarsele separate per sé, quali userà tutte le volte che se ne è scordato?
